Triplice, Mauro:
sciopero politico
MILANO
24 Marzo 2004
A due giorni dallo sciopero generale indetto da Cgil, Cisl e Uil
contro la riforma del mercato del lavoro del ministro Maroni, il
Sindacato Padano torna a chiedere con forza che il cammino di riforma
iniziato con il Patto per l’Italia non si fermi.
"Il problema reale - spiega Rosi Mauro, segretario generale
del Sindacato Padano - resta quello della vita, ben diverso dal
Nord al Sud del Paese. Basti solo pensare a quanto ammontano gli
affitti di due monolocali di identica metratura a Milano e in una
qualsiasi città del mezzogiorno. Gli stipendi, invece, sono
sempre quelli. Solo i prezzi aumentano a vista d'occhio".
Il numero uno della sigla di via del Mare torna poi ad accusare
la triplice di avere organizzato uno sciopero politico contro le
Riforme. "Minacciare di bloccare il Paese per quattro ore contro
una riforma che certamente deve essere migliorata ma che è
necessaria - spiega Mauro - è inconcepibile. Per quel che
riguarda la nostra sigla sindacale torniamo a ribadire che siamo
convinti che ci siano ancora margini di manovra e, soprattutto,
ci auguriamo che la Lega Nord, l'unico partito che fino ad ora ha
dimostrato attenzione nei confronti dei lavoratori del Nord, metta
mano al documento in discussione in maniera davvero decisiva trasformandolo
così in una riforma uguale per tutti e non solo a favore
dei soliti noti. Bisogna smetterla di guardare ai lavoratori del
Nord come vacche da mungere".
"Invece di correre in piazza a manifestare, Cgil, Csl e Uil,
dovrebbero ricordarsi che il loro compito non è quello di
contrastare il governo per partito preso - conclude -, ma quello
di fare gli interessi dei loro lavoratori. Perché allora
non si siedono al tavolo e non discutono su come migliorare un sistema
ormai troppo vecchio e incapace di dare vere garanzie a chi ogni
giorno va in fabbrica o in azienda a lavorare?".
Ufficio Stampa
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Pensioni, Mauro: non penalizzate
il Nord
MILANO
5 Marzo 2004
"Adriano Musi, numero due della Uil, in un'intervista rilasciata
al quotidiano - il Giornale - si chiede in maniera chiaramente retorica,
che cosa penseranno i lavoratori della Padania in merito alla riforma
delle pensioni che sarà al vaglio del Senato a partire da martedì.
A questo proposito - sottolinea Rosi Mauro, segretario generale del
Sindacato Padano -, non credo siano necessarie tante parole per sottolineare
che andare in pensione con una penalizzazione del 40% non fa piacere
a nessuno. Allo stesso tempo mi chiedo però che cosa hanno
fatto Musi e gli altri rappresentanti delle "grandi sigle sindacali"
a favore dei lavoratori del Nord".
"Se quello della Uil voleva essere un suggerimento ringrazio
Musi, ma ricordo che il Sindacato Padano, a differenza di altri -
continua Mauro - si è sempre battuto per difendere gli interessi
dei lavoratori della Padania senza mai scendere a compromessi e senza
dimenticarsi di nessuno. Nonostante questo, purtroppo, troppo spesso
sono stati i lavoratori del Nord a pagare gli errori del Paese. Un
esempio? Sono 14 anni che continuiamo a chiedere con forza, a tutti
i governi che si sono susseguiti, la divisione tra Previdenza e Assistenza
senza giungere a una soluzione. Se anche Musi vuole fare gli interessi
del Nord oltre a quelli del Centro-Sud, perché non si unisce
a noi in questa richiesta?".
"Per quel che ci riguarda - conclude Mauro -, ai lavoratori padani
assicuriamo comunque tutto il nostro impegno affinché il tempo
dei privilegi finisca e perché la riforma non abbia ripercussioni
solo su chi fino ad oggi non ha mai mancato di rimboccarsi le maniche
e di lavorare".
Ufficio Stampa
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Mauro: Pensioni, riforma insufficiente
MILANO
4 Marzo 2004
"Così proprio non va, i lavoratori del Nord hanno
già dato tanto all'Italia". E' questo il primo commento
di Rosi Mauro, segretario generale del Sindacato Padano (Sin.Pa.)
in merito alla discussione sulla riforma previdenziale approdata
al Senato. "Il sub-emendamento presentato dai parlamentari
della Lega Nord - spiega Mauro -, quello che punta a reintrodurre
la possibilità di ritirarsi dal mondo del lavoro anticipatamente
rispetto all'età anagrafica e cioè al raggiungimento
dei 57 anni con alle spalle 35 di contributi, ma calcolando l'assegno
con il sistema contributivo e quindi con penalizzazioni, è
un primo passo ma ancora insufficiente. Bisogna smetterla di guardare
ai lavoratori del Nord come - vacche da mungere -. Ora mi auguro
solo - continua Mauro -, che a Montecitorio il gruppo parlamentare
della Lega, nel rispetto dei lavoratori del Nord, metta mano al
documento in discussione in maniera davvero decisiva trasformandolo
così in una riforma uguale per tutti e non solo a favore
dei soliti noti".
Secco "no" della sigla sindacale di Via del Mare anche
alla convocazione avanzata dal vicepresidente del Governo, Gianfranco
Fini. Una "grande trattativa", come la definisce Fini,
che il Sindacato Padano non rigetta in toto ma della quale contesta
tempi e modi. "La convocazione al tavolo romano - spiega Mauro
- ci è giunta oggi con solo un giorno di anticipo. Come Sindacato
Padano non ci presenteremo. Ho l'impressione che si stia continuando
a lavorare con un metodo sbagliato. Le date degli incontri devono
essere preventivamente fissate in accordo con tutti. Per quello
che ci riguarda domani abbiamo calendarizzato da tempo una riunione
della segreteria generale volta a valutare la riforma pensionistica
e il suo impatto sociale. Sul tavolo, ovviamente - conclude -, anche
la discussione su tutte le possibili carte che ci restano da giocare
a difesa dei nostri lavoratori".
Ufficio Stampa
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Il Sindacato Padano conquista
Magenta
Netta affermazione del Sindacato Padano alla Cartiera "Reno
de Medici" di Magenta. Al rinnovo delle Rappresentanze Sindacali
Unitarie (Rsu), la lista del sindacato di via del Mare ha, infatti,
ottenuto il 14,4% delle preferenze premiando così gli sforzi
e l'impegno di Maurizio Mussi, nuovo delegato sindacale Sin.Pa.
dell'azienda che ha raccolto il numero più alto in assoluto
di preferenze personali.
Un ingresso importante quello del Sindacato Padano nella cartiera
"Reno de Medici" che, pur essendo parte di un grande gruppo,
negli ultimi tempi risente molto della concorrenza cinese. Una concorrenza
che non lascia tranquilli i 267 addetti che lavorano all'interno
dello stabilimento di Magenta dove il Sindacato Padano si è
presentato per la prima volta raccogliendo un ottimo risultati sia
in termini di consensi che di accoglienza da parte dei lavoratori.
Spiace, come al solito, trovarsi a fare i conti con le strane leggi
"pro Triplice" che regalano a Cgil, Cisl e Uil un terzo
dei seggi, ma d'altro canto fa molto piacere vedere come anche a
Magenta il vento di cambiamento si è fatto sentire in maniera
molto forte e decisa.
"In un momento tanto importante come quello che stiamo vivendo
a livello nazionale in questi giorni - ha commentato Rosi Mauro,
segretario generale della sigla di via del Mare - , il risultato
di Magenta dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse stata la
necessità, che ovunque ci presentiamo i lavoratori premiano
la chiarezza dei nostri programmi e la serietà dei nostri
rappresentanti. Sul territorio sono i lavoratori stessi che dimostrano
una sempre maggiore attenzione verso i soli che sanno proporre loro
una alternativa sindacale credibile a chi li vuole portare in piazza
per tutelare ben altri interessi".
Ufficio Stampa
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Il Sin.Pa. vince a Mirabello
Monferrato
Ennesima vittoria del Sindacato Padano (Sin.Pa.) che nonostante
la forte e antidemocratica opposizione della Triplice sindacale
ha raccolto moltissimi consensi anche alla "Tubigomma Torino"
di Mirabello Monferrato (Al).
All'interno dell'azienda che produce tubi in gomma per uso civile
e industriale dando lavoro a 73 dipendenti, la lista del Sindacato
Padano aveva già provato a presentarsi alle elezioni delle
Rsu ma la campagna elettorale di Cgil, Cisl e Uil era stata incentrata
unicamente sulla menzogna. La triplice ha cercato, cioè di
convincere in tutti i modi i lavoratori che il Sin.Pa. non era legalmente
riconosciuto e che quindi non poteva tutelarli nei dovuti modi.
Solo l'opera tenace di Bisacchi Guido ha evidenziato le carenze
e le contraddizioni di Cgil, Cisl e Uil, costringendo le loro Rsu
a rassegnare le dimissioni riuscendo così a raccogliere il
16.2% dei consensi.
Particolarmente soddisfatta per il risultato raggiunto, il segretario
Generale del Sin.Pa., Rosi Mauro che ha voluto sottolineare come
l'obiettivo della Triplice sia unicamente quello di mantenere le
posizioni di privilegio assunte negli anni passati impedendo l'ingresso
nelle Rsu ad altre sigle sindacali. "E' un comportamento inconcepibile
e anticostituzionale - ha spiegato Mauro -. Dopo un primo periodo
di stasi e di ostacoli durante il quale sembravano avere capito
che il panorama sindacale non si limitava al loro operato, hanno
fatto un ulteriore passo indietro ma sappiano che noi non staremo
certo alla finestra a guardare quello che fanno. Se necessario chiederemo
spiegazioni in merito al Parlamento".
Ufficio Stampa
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