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Paese servono le vere riforme, non i soliti teatrini
Il presidente Napolitano non aveva ancora sciolto le camere e già
alcuni esponenti di primo piano della Triplice sindacale minacciavano
il nuovo Governo. “Se il prossimo Esecutivo non affronterà
la politica dei redditi e non abbasserà le tasse sarà
sciopero generale”. Un diktat senza se e senza ma che ha mandato
su tutte le furie Rosi Mauro, Segretario Generale del Sindacato
Padano.
“È a dir poco incredibile - commenta -. Ancora una
volta c'è qualcuno che perde l'occasione di stare in silenzio.
Ma perché invece di attaccare un Governo al momento inesistente
non si imbavagliano e portano avanti una politica che sia realmente
a favore dei lavoratori? Non vorrei che stesse per ricominciare
il teatrino. Minacciano il prossimo Governo intimandogli di mettere
subito mano alla politica dei redditi, ma dimenticano che loro per
primi non hanno voluto portare avanti la battaglia per la contrattazione
regionale e quella per adeguare le buste paga al costo della vita”.
“L'Ocse - continua il numero uno della sigla di via del Mare
- e quei grandi economisti che la Triplice cita solo quando vanno
a suo favore, sostengono la necessità di contratti regionali.
Allora perché non si decidono e continuano invece a seguire
la strada delle minacce? Sperano di ottenere posti, Caf o patronati
prima ancora che si insidi il Governo?”.
“Chi oggi si straccia le vesti pubblicamente - continua Mauro
- è lo steso che ieri non ha fatto fare le riforme. Purtroppo
il passato Governo di centrodestra ha perso tempo inutilmente cercando
un punto di incontro con alcuni rappresentanti della Triplice. Mi
auguro che in futuro l’Esecutivo si mostri più fermo
e ascolti direttamente le esigenze del Paese senza intermediari”.
“Prima la Triplice ha detto a Marini che il problema del
Paese era la riforma della legge elettorale e che questa era la
priorità. Oggi chiede invece di mettere mano alle riforme.
È il momento che qualcuno si accorga che le famiglie faticano
ad arrivare alla fine del mese e che su molte pesa il problema del
mutuo. Con il continuo rincaro dei tassi di interesse, tanti nuclei
famigliari hanno perso la casa perché non riuscivano più
a fare fronte alle spese e a onorare il debito con le banche. Cerchiamo
di essere seri. Al Paese - conclude - non servono false promesse,
ma persone che si rimbocchino le maniche e lavorino nell'interesse
dei lavoratori e dei cittadini. Non di pochi come è stato
fatto fino ad oggi”.
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