| Mauro:
Legare gli stipendi al costo della vita
"Lo sciopero generale, così come è gestito oggi,
non solo non porta aumenti consistenti nelle tasche dei lavoratori,
ma anzi, rischia di alleggerire inutilmente le buste paga dei lavoratori".
Rosi Mauro, segretario generale del Sindacato Padano torna ancora
una volta a puntare l'accento sulla necessità di rivedere
il "sistema lavoro" partendo dagli stipendi.
"Se i lavoratori fanno i conti con gli scioperi fatti e con
gli aumenti ricevuti - spiega - si scontrano con un'amara realtà:
era meglio non scioperare perché restava di più in
busta. Oggi lo sciopero come lo intendono Cgil, Cisl e Uil non serve
ad altro che a buttare fumo negli occhi dei lavoratori. Quei rappresentanti
sindacali che nella realtà dovrebbero tutelare pensionati
e lavoratori invitano i loro iscritti a fermarsi. "Facciamo
sciopero", dicono. Ma nei fatti non cambia nulla, e quello
che purtroppo accade oggi con molte categorie ne è la riprova".
Non una bocciatura allo sciopero, spiega Mauro, ma la presa di coscienza
che non si può chiedere ai lavoratori di scendere in piazza
e poi dimenticarsi di loro al primo tavolo di discussione".
"Oggi - continua il numero uno della sigla di via del Mare
-, nessun aumento è in grado di andare a "coprire"
l'inflazione che si è abbattuta sul nostro Paese. Ci vorrebbero
almeno 500 o 600 euro in più al mese per fare vivere le famiglie
in modo dignitoso. Servono le riforme vere, serve una riforma per
la busta paga. È necessario rivedere balzelli e meccanismi
che vanno a toccare gli stipendi. Possibile che nessuno voglia rendersene
conto?".
"Ma perché nessuno pone la domanda sul costo del lavoro?
Cgil, Cisl e Uil si accorgono che stanno chiudendo migliaia di aziende
e che se continuiamo su questa strada di certo non risolviamo i
problemi? Non voglio essere fraintesa e torno a sottolineare che
me la prendo con chi gestisce la Triplice sindacale, e non con gli
iscritti che subiscono le scelte di chi comanda - continua Mauro
-. Ma se l'Ocse, i grandi economisti... parlano di contratti territoriali
un motivo ci sarà o no? Allora perché non provare
a mettere in pratica quello che anche i Confederali nelle ultime
settimane hanno detto, limitandosi però alle enunciazioni
di principio? Dobbiamo legare gli stipendi al costo della vita di
ogni regione. Solo così si può andare avanti".
Infine una stoccata al Governatore della Banca d'Italia. "Draghi
- tuona Mauro - ha detto di ridurre la spesa pubblica? Beh, sa benissimo
che questa è una barzelletta. Tutto può avvenire in
questo Paese meno che quello che ha chiesto lui. A dire il vero,
poi, affermare che è necessario ridurre la spesa pubblica
per ridurre le tasse mi sembra un po' la scoperta dell'acqua calda".
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