Atti Congressuali: linee programmatiche

Prendiamo atto che i nostri Segretari Regionali sono sempre più impegnati nella gestione di un territorio che con la crescita del sindacato diventa sempre più vasto, esigente e particolareggiato.
Fino ad oggi il Sin. Pa. è cresciuto principalmente nelle tre regioni storiche del Nord, ma è ora giunto il momento di dare corpo, impulso e voce anche alle legittime aspirazioni e richieste delle altre regioni, sia quelle che fin dalla fondazione sono presenti, sia quelle in cui i problemi dei lavoratori e dei pensionati non sono diversi o minori rispetto a quelli che finora siamo riusciti a rappresentare.

Occorre quindi prendere consapevolezza dei mezzi e dei metodi necessari per conseguire le nostre finalità, abbandonare se necessario alcuni vecchi cavalli di battaglia per usarli, anzi, come mezzo per scardinare il sistema dal suo interno, parlo per esempio dei contratti nazionali di lavoro contro i quali continueremo a lottare ma la cui sottoscrizione opportunistica ci aprirebbe le porte a molti tavoli di trattativa, ci eviterebbe molte vertenze e giudizi e darebbe ai nostri delegati in azienda la pari dignità che da un decennio invochiamo, anche in considerazione della proposta di legge sulle RSU in discussione in parlamento che vuole riservare solo ai Sindacati firmatari del contratto il diritto di accedere alla contrattazione di secondo livello o aziendale, contrattazione che rappresenta il baluardo scelto dal Sin. Pa. per la tutela dei diritti dei lavoratori del Nord.

Ma non basta: un sindacato nel 2.000 non deve essere arroccato su posizioni politiche preconcette o precostituite; è evidente che il nostro interlocutore politico principale e naturale è la Lega Nord, ma dobbiamo acquisire la cultura dell'equidistanza e prendere atto che i problemi del lavoro e della occupazione non hanno colore politico; dobbiamo quindi metterci nelle condizioni di dialogare anche con altre forze politiche, per dare maggiore forza ed incisività alle nostre istanze.

I nostri obbiettivi sono sempre gli stessi e possono essere riassunti nel concetto espresso dall'articolo 2 del nostro Statuto: rappresentare gli interessi legittimi e le aspettative dei lavoratori e dei pensionati del Nord.
Inutile qui farne un elenco completo, li conosciamo tutti, ma ricordiamo i principali, quelli che non dovranno mai essere persi di vista perché sono quelli che ci caratterizzano: precedenza ai residenti nelle assunzioni, nelle assegnazioni degli alloggi, nella assegnazione dei posti nelle case di riposo, nelle scuole, negli ospedali..., differenziazione del salario in base alle diverse aree geografiche in relazione al diverso costo della vita, ma anche regionalizzazione della previdenza, separazione della previdenza dalla assistenza, abolizione del sostituto d'imposta...
L'informazione è fondamentale: informare significa farci conoscere ed apprezzare ed ogni mezzo di informazione deve essere potenziato, dal foglio di giornale che deve tornare sui tavoli dei funzionari, degli iscritti e dei simpatizzanti ai più moderni mezzi di comunicazione interattiva quali le "e mail" ed Internet, mezzi di comunicazione potentissimi che consentono di arrivare ad un pubblico vastissimo praticamente senza spese ed in tempo reale mantenendo al contempo con iscritti, delegati e funzionari un aggiornamento costante su tutte le tematiche sindacali.

Bisogna potenziare il centro servizi per consentire alla nostra gente di usufruire con strutture nostre della assistenza fiscale, previdenziale, infortunistica, ma anche per dare ai nostri lavoratori e pensionati dei riferimenti sicuri e professionalmente validi in tutti i campi di interesse e per questo occorre creare una banca dati efficiente che sia al servizio di tutta l'organizzazione.
Ma è anche necessario creare nuovi strumenti di coordinamento più flessibili di quelli attuali, anche se in forma non solenne, affiancando ad esempio le segreterie o il Consiglio Federale con una serie di coordinamenti previsti non nello statuto ma nei regolamenti che abbiano lo scopo di fare da supporto alle regioni ed alle provincie più deboli per dar loro modo di appoggiarsi efficacemente a strutture esistenti e già consolidate favorendone la crescita e la costituzione di strutture proprie, pensiamo, per esempio ad un Consiglio delle Provincie o al Coordinamento di aree, strutture che potrebbero adeguatamente supportare le strutture più deboli e fungere un po' da macchia d'olio iniziale da cui partire per l'espansione territoriale senza dover necessariamente ricercare un responsabile per ogni singola zona scoperta da cui far partire l'attività di aggregazione.

Un impegno a 360 gradi che deve andare ad aggiungersi alla cosiddetta gestione ordinaria che non può e non deve essere assolutamente trascurata per non indebolire il patrimonio già acquisito e che comporterà l'impiego di tutte le risorse umane disponibili, risorse che dovranno essere formate adeguatamente per sostenere l'impegno richiesto negli stabilimenti, nelle sedi istituzionali, ma anche nei dibattiti, negli incontri pubblici ed in ogni luogo in cui sia richiesta la presenza sindacale.
In questo contesto è necessario trovare il modo di aprire un dialogo con tutte le R S U, considerando che se è vero che il Sin. Pa. è e sarà sempre antitetico al sindacato confederale in conseguenza del perenne scontro tra decentramento e centralismo e tra trasparenza e subordinazione al regime, è altrettanto vero che le R S U rappresentano i lavoratori e molto spesso sono assolutamente ignare della reale situazione e pronte a prendere atto del cambiamento che noi portiamo nel modo di essere e fare sindacato.

Non dobbiamo mai perdere di vista infatti una cosa che deve essere sempre la nostra certezza e cioè che anche con grandi mezzi tecnologici, anche con la disponibilità di grandi strumenti di comunicazione, l'uomo è, deve essere e sarà sempre al centro della vita e della attività sindacale.
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- Devoluzione e contrattazione regionale
- La regionalizzazione della previdenza
- La previdenza complementare
- La legge Biagi e il diritto del lavoro